Menu

Dishonored 2 – Recensione

Publisher: Bethesda Developer: Arkane Studios
Piattaforma: PS4, Xbox One, PC Genere: Action/Adventure Giocatori: 1 PEGI: 18

Era il lontano 2012 quando, tra una moltitudine di titoli in uscita, fummo attirati dal primo capitolo di Dishonored. E’ impossibile negarlo: fu una inaspettata perla che, ben accolta anche dalla critica, riuscì a riportare in auge l’ormai abbandonato genere degli stealth game puri. Pur cercando di rifiorire con giochi decisamente discutibili (vedasi il reboot di Thief), questa tipologia di gioco, forse a causa del suo esser di nicchia, pian piano scivolò nel dimenticatoio… fino ad ora! Dishonored 2, il nuovo titolo sviluppato da Arkane Studios e pubblicato da Bethesda, è finalmente uscito lo scorso 11 novembre e noi non potevamo esimerci dal recensirlo. Pronti per tornare nella malsana atmosfera di questa fortunata serie?

Dishonored 2

Padre e figlia

Dishonored 2 non osa molto a livello narrativo, presentandoci una storyline convincente ma a volte banale, stupendoci con qualche colpo di scena che, se avete giocato il primo capitolo, risulterà parecchio prevedibile. Sono passati quindici anni dagli eventi che hanno portato alla conclusione l’epopea di Corvo Attano ed ora, a guidare il corrotto regno delle isole, è Emily Kaldwin, figlia dell’imperatrice Jessamine, uscita di scena nel corso del prologo del primo capitolo, e dello stesso Corvo, suo protettore. Ricorre l’anniversario della defunta regnante ed Emily, scortata dal padre, presenzia alla cerimonia. L’equilibrio iniziale è però spezzato dall’arrivo del duca di Serkonos, Luca Abele, il quale, annunciato l’arrivo di Delilah, personaggio familiare ai giocatori di vecchia data, proclama quest’ultima legittima imperatrice nonché sorella segreta di Jessamine Kaldwin. Il susseguirsi di sfortunati eventi fa sì che la monarca venga incriminata con l’accusa di essere “l’uccisore della corona“, uno spietato killer che colpisce tutti i nemici dello Stato. Proprio qui ci viene data la prima, e forse più importante, possibilità: scegliere di impersonare Emily o Corvo per proseguire con l’avventura. Una volta optato per uno dei due personaggi, che successivamente andremo ad approfondire, l’impossibilità di nasconderci o ribellarci alla despota ci costringe a partire per un viaggio alla volta dell’isola di Serkonos, nella splendida capitale Karnaca, città nota per l’appellativo di “Gioiello del Sud“. Bastano pochi minuti per far capire la derivazione di tanta bellezza paesaggistica: tale realtà trae ispirazione tanto dai paesaggi del sud Europa quanto dalle isole del Mediterraneo come Malta e Cipro, e ciò lo dimostra nell’assolato clima, le splendide vedute e lo stile architettonico utilizzato per creare questo meraviglioso mondo di gioco. Ma il rovescio della medaglia c’è: se di primo acchitto, infatti, tanta beatitudine e varietà cromatica ci fanno pensare ad una città senza alcuna preoccupazione, basta entrare nel profondo di essa e scoprire il marciume che si annida tra gli sporchi vicoli. Tra corruzione, guerre civili che vedono protagoniste bande rivali e gruppi religiosi ed una infestazione di “mosche del sangue” che decima la popolazione locale, Emily e Corvo, che dir si voglia, si ritrovano in un’ambiente tanto dissimile da Dunwall quanto vicino ad essa per vicissitudini. Ben presto ci si accorge, però, che la vera ispirazione narrativa dell’opera non proviene propriamente dalla trama in sé, quanto dalle piccole grandi storie che circondano personaggi principali e comprimari. Le possibilità che vengono offerte al giocatore sono molteplici, dando a quest’ultimo una libertà di intreccio più unica che rara, portando il fruitore dell’esperienza ad una conclusione fornita di diverse sfumature che solo l’utenza può creare con le proprie scelte etiche e morali.

Dishonored 2

Gli argomenti trattati in questo nuovo capitolo non differiscono molto da quelli del primo

Fai la tua scelta

Come già precedentemente accennato, in Dishonored 2 abbiamo due importanti opzioni che cambiano radicalmente l’intera esperienza di gioco: la scelta del personaggio. Noi, per darvi una opinione a 360°, abbiamo provato ambedue i protagonisti, approcciandoci in ogni modo possibile con entrambi. Abbiamo trovato Corvo decisamente familiare e non abbiamo riscontrato alcuna difficoltà nell’utilizzare i suoi poteri. Prenderete subito la mano con le skill sue proprietarie che risultano invariate rispetto al precedente lavoro di Arkane Studios. Vi sarà quindi possibile sbizzarrirvi combinando sapientemente le possibilità datevi dal gioco. Per quanto concerne le opzioni possibili con Emily, vi possiamo dire di esserne stati colpiti positivamente. Pur avendo un numero più limitato di poteri rispetto alla sua controparte maschile, l’imperatrice presenta abilità più spiccatamente indirizzate allo stealth. Vi sarà possibile prendere, infatti, la forma di un’ombra, collegare più avversari per poi eliminarli contemporaneamente ed utilizzare le più basilari perizie come “traslazione” o “visione dell’oblio“. Il tutto viene accompagnato dagli svariati gadget in nostro possesso. Dalle bombe a mano a quelle stordenti, dai più semplici dardi a quelli incendiari o narcotizzanti, dalle più complesse trappole tecnologiche alla più comune pistola, che tanto ci aveva salvato nel primo Dishonored, il poter concatenare tutto in un subisso di opzioni papabili fa sì che il titolo in questione abbia una profondità di gameplay unica nel suo genere, elevando al suo apice tutto ciò che di buono era presente in precedenza. Tutto questo è disponibile all’acquisto presso specifici punti vendita, i “mercati neri”, nei quali vi sarà possibile scambiare il denaro accumulato per ottenere approvvigionamenti. In merito agli approcci, che si possono mettere in atto nelle diverse macro aree del titolo, non c’è da preoccuparsi. Il gioco offre tanta sfida con una tattica stealth quanto con una tattica meno attendista e più diretta, anche se quest’ultima riesce ad abbassare, e non di poco, la longevità generale, che si attesta tra le 10 e le 15 ore, favorendo un intrattenimento più lieve rispetto alla sua controparte meno offensiva e più ragionata. In qualsiasi caso, la persistenza viene impreziosita dai vari oggetti da raccogliere come rune, utili per sbloccare nuove abilità, amuleti d’osso, artefatti in grado di donarvi skill passive, vari tesori per aumentare il denaro posseduto, progetti per gadget e infine decorazioni per la Dreadful Whale, l’imbarcazione che, un po’ come la barca di Samuel Beechworth nel primo capitolo, ci porterà nelle zone di missione.

Dishonored 2

Meagan Foster è la controparte femmine di Samuel Beechworth

Karnaca, il gioiello del Sud

Se a livello narrativo e ludico l’opera di Arkane Studios ci ha stupiti, così non è propriamente stato per il comparto grafico. Pur presentando uno stile unico, le imperfezioni sono ben visibili ed eclatanti. Partendo da alcune texture in bassa risoluzione, o stirate sui modelli poligonali, si arriva al più semplice effetto del “già visto”, con gli stessi problemi che affliggevano il precedente capitolo. Abbiamo potuto, nostro malgrado, notare alcune gravi compenetrazioni poligonali ed episodi di “intermittenza” cromatica nei punti di legame delle strutture di gioco. Un buon effetto è invece ottenuto dall’ottima illuminazione dinamica, che conferisce alla luce un effetto ben più realistico di altre produzioni del periodo. A livello artistico Dishonored 2 è un prodotto assolutamente invidiabile. La magnificenza di ogni singola area dona un valore quasi pittoresco al titolo, realtà già sperimentata con il primo lavoro della casa sviluppatrice. Le case, i palazzi, le opere pubbliche e fin i più bui vicoli della grande città risultano curati in ogni minimo loro aspetto, presentando, all’occorrenza, passaggi nascosti, collezionabili o modi alternativi per raggiungere l’obiettivo designato. In merito a ciò vorremmo specificare che ogni singolo luogo visitabile ha una sua caratteristica propria che ci può portare a decidere l’approccio che più ci aggrada. Per quanto concerne il game design non abbiamo niente di cui lamentarci. Prendendo come esempio una delle missioni a noi più care, “Una crepa nel muro“, ci verrà data la possibilità di viaggiare tra presente e passato grazie ad una giratempo, andando a modificare interamente il livello della quest e creando, quando ci viene data la possibilità, diverse opzioni di gioco. Un altro elemento che ci ha fatto piacere notare è il fatto che tutte le azioni compiute durante il corso di quest’ultima nel passato andranno poi a delineare, di conseguenza, un futuro alternativo.

Dishonored 2

Una delle tante splendide vedute di Karnaca

Commento finale

Dishonored 2 è una boccata d’aria fresca, un titolo capace di riportare in auge una tipologia videoludica decisamente intrigante: lo stealth-game puro. A livello narrativo non stupisce certamente per inventiva, ma ciò che ci è possibile scoprire riguardo Karnaca e tutti i suoi personaggi è veramente impressionante. Graficamente presenta vari problemi di fondo, su cui, però, possiamo chiudere un occhio grazie all’ottimo game design e all’ispirata direzione artistica. Il lato ludico è di buona fattura e la libertà che esso offre è inaspettatamente vasta. Speriamo solo che la pubblicazione di un’opera così tanto rifinita e minuziosa possa portare ad una decisione di investimento su questo genere di cui, ormai, non si sente quasi più parlare.

Dishonored 2

Dishonored 2
9.5

Pro

  • Trama semplice ma ben strutturata...
  • Ottimo comparto ludico
  • Il level design offre molteplici approcci
  • Direzione artistica di prim'ordine
  • Altissima rigiocabilità

Contro

  • ...anche se prevedibile
  • Graficamente vecchio
  • Parecchi errori tecnici

The following two tabs change content below.
Avatar
Uno tra i più giovani del team di NewsArt, comincia la sua carriera da videogiocatore all'età di 6 anni con la prima playstation. I suoi primi giochi sono MediEvil e Resident Evil. Titoli che lo portano ad amare il fantasy e i giochi/film post-Apocalittici. Studia presso il Liceo classico di Adria (RO). Il suo sogno? Lavorare per un sito di news e recensioni. Un sogno realizzato grazie a NewsArt!