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Ready Player One – Commenti a caldo sull’anteprima

E’ con grande gioia e trepidazione che noi tutti della redazione di NewsArt abbiamo appreso come il 20 Marzo avremmo avuto modo di assistere ad un’anteprima di Ready Player One, l’ultimo, attesissimo film di Steven Spielberg che segna il ritorno alla fantascienza di uno registi di culto più amati al mondo. Carichi di speranze ed in buona parte consci del fatto che ci attendeva un vero e proprio “tuffo nel passato”, alcuni di noi hanno dunque potuto prendere parte ad uno spettacolo privato al fine di farvi avere impressioni e commenti a caldo sulla pellicola. In vista dunque della ben più strutturata ed articolata recensione che vi offriremo in concomitanza con il 28 Marzo, giorno in cui il film verrà ufficialmente rilasciato nelle sale, eccovi dunque un assaggio di quanto abbiamo avuto modo di constatare su questo già affermato fenomeno geek.

Gabriele Casnedi

Evitando particolari preamboli è subito opportuno sottolineare come senza ombra di dubbio Ready Player One meriti di essere visto più di una volta anche solo al fine di poter cogliere l’apparentemente infinita sequela di citazioni, riferimenti ed approcci meta-cinematorgrafici di cui Spielberg ha infarcito la sua opera. Trovandoci ad assistere ad un prodotto che pare intenzionato a fare della linearità un proprio punto di forza non stupisce dunque come gli occhi dello spettatore possano permettersi di vagare sullo schermo alla ricerca di un particolare, un volto o un outfit che ci facciano esclamare:” Ommioddio ma quello è (inserire il nome di un’icona pop/personaggio dei videogiochi/personaggio cinematografico)!”.
Paradossalmente, però, non ci ritroviamo di fronte ad un semplice e scontato “contenitore” e proprio questo rappresenta forse il vero merito dell’opera. Sarebbe difatti bastato inserire camei e fugaci apparizioni di beniamini del grande pubblico per arrivare a staccare un biglietto, ma per fortuna pare proprio che questa volta abbia prevalso un pizzico di buon senso. Ready Player One probabilmente verrà ben presto ribattezzato il “geek movie” per eccellenza, ma a differenza di molti altri suoi simili si presta ad essere apprezzato da chiunque dato che riesce a calibrare con cura tutti gli elementi che lo compongono, non impedendo ad un neofita o ad un “babbano” (la stoccata a microtransazioni e banner pubblicitari saprà comunque far sorridere e riflettere un videogiocatore) di godersi un’avventura dal tipico sapore anni ’80.

Filomena Diana

Ready Player One potrebbe tranquillamente candidarsi ad essere il film più epico e singolare dell’anno e non ci tratteniamo dal dirlo, sebbene rischiamo di commettere un grosso fallo dato che siamo solo a Marzo. Ma lungi da inutili paragoni, o sterili previsioni, quel che è certo è che questa nuova pellicola firmata Spielberg rappresenta una gran bella sfida vinta.
Era facile, difatti, compiere degli errori che avrebbero potuto tranquillamente trasformare questo capolavoro in una disastrosa banalizzazione ma ciò, chiaramente, non accade e, al contrario, questa babele iconografica sfrontatamente pop riesce incredibilmente a suggestionare, commuovere, divertire, sorprendere e far sorridere con un senso squisito di nostalgia per l’epoca che lo stesso Spielberg, con i suoi film, ha contribuito a definire: i mitici anni 80!

Valentino Giovanni Briguglio

Ready Player One si presenta come una maestosa opera in grado di fare del “citazionismo” la sua carta vincente. Proprio come accadde nel romanzo originale possiamo difatti assistere a numerosissimi riferimenti a grandi brand degli anni ’80 (ma con un ulteriore occhio di riguardo anche agli anni ’90 e 2000) oltre che a film che hanno riscritto la storia del cinema. La pecca che però rischia di danneggiare una simile giostra è rappresentata dalle performance attoriali. Le scene al di fuori di Oasis risentono difatti di un confronto indiretto con la propria controparte in CGI, rendendo fin troppo statiche le interpretazioni di attori che, per quanto bravi, non riescono a lasciare il segno. Ready Player One resta comunque, ad eccezione forse di una sua escursione nel genere Horror (a tratti esagerata), un prodotto adatto a tutti. Spielberg difatti c’è e la sua firma, per quanto la computer grafica a tratti possa risultare fin troppo dominante e tratti meno “pulita” di quanto ci si potesse aspettare, è onnipresente e promette di fare la gioia di ogni appassionato dell’autore. Per quanto riguarda invece gli appassionati del romanzo bisogna sottolineare come tale trasposizione sia decisamente fedele al proprio prodotto di partenza, ma con l’aggiunta di numerosi riferimenti che vanno ben al di là dei soli anni ’80.

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Gabriele Casnedi

Gabriele Casnedi

Nato nel 1993, viene iniziato dai genitori alla fantascienza ancor prima di aver imparato a camminare. Tale evento segnerà indelebilmente tutta la sua vita. Ad oggi infatti non è in grado di stabilire quale sia il capoluogo della maggior parte delle regioni italiane, eppure riesce ad elencare in ordine alfabetico i nomi di tutti i pianeti e le razze comparse nella saga di "Guerre Stellari". Dal 2008, con l'introduzione dei trofei su PlayStation 3, la sua situazione sentimentale con i videogiochi passa da "in una relazione aperta ad altri hobby" a "non avrai altro pensiero fisso al di fuori di me". Dal 2013 studia al DAMS di Bologna con indirizzo cinema, con la speranza un giorno di trovarsi dietro la macchina da presa.