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The Surge – Recensione

Publisher Focus Home Interactive Developer: Deck13
Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC Genere: Action GDR Giocatori: 1 PEGI: 18

Che i Souls non fossero dei normali action GDR fu chiaro fin dal primo momento. Quando Demon’s Souls e poi Dark Souls fecero il proprio dirompente arrivo nei negozi qualcosa mutò irrimediabilmente in ambito videoludico. Alcuni concetti che hanno accompagnato lo sviluppo del medium furono superati o, addirittura, sovvertiti. Complessità e difficoltà tornarono prepotentemente di moda in un mondo che le aveva progressivamente, ma inesorabilmente, messe da parte in favore di una apertura alle masse. Comprendere che un titolo complesso, a tratti brutale, potesse ritagliarsi uno spazio non indifferente nel mercato portò alla nascita del filone di titoli oggi noti come “Souls-like”.
Tra gli studi che si sono cimentati nella realizzazione di titoli che si propongono di riprendere le meccaniche introdotte dai Souls troviamo i Deck13 che, dopo un non esaltante Lords of the Fallen, ci riprova con The Surge, un Souls-like duro e puro dall’ambientazione futuristica. In un momento in cui tanti hanno provato a reinterpretare canoni e meccaniche del genere, basterà una ambientazione lontana da quelle a cui i Souls ci hanno abituato per colpire l’immaginario collettivo? Questa è la domanda a cui è necessario rispondere perché Deck13 non ha inventato nulla. Gli sviluppatori hanno aggiunto ben poco ad una formula ben rodata, realizzando un titolo che è in grado di farsi apprezzare da quanti amano il genere ma che non farà cambiare idea a quanti non sono riusciti a farsi piacere Dark Souls ed affini.

Ritorno al futuro

Sin da un primo sguardo risulta chiaro che la peculiarità più interessante introdotta da The Surge è il setting.
Sembrerebbe una affermazione perentoria in grado di tagliare le gambe a qualunque produzione ma non è così. The Surge non brilla per originalità o per un gameplay perfettamente bilanciato ma quanto di buono è possibile trovare nella produzione di Deck13, direttamente o indirettamente, deriva proprio dall’ambientazione futuristica a partire dal comparto narrativo.
L’incipit vede il protagonista delle vicende assunto dalle CREO Industries, la multinazionale che, a proprio dire, salverà il mondo. Subito dopo essere arrivato sul nuovo posto di lavoro, per motivi inizialmente ignoti, egli si troverà intrappolato in un esoscheletro e sopravvivrà fortunosamente ad un evento catastrofico. Tra le macerie del settore dell’azienda per cui avrebbe dovuto lavorare, l’alter ego del giocatore dovrà farsi largo nell’intento di comprendere in cosa sia stato coinvolto e, soprattutto, di sopravvivere ai temibili ostili che si pareranno sul suo percorso.
La storia di The Surge è raccontata sfruttando diversi espedienti narrativi: notizie sulle vicende e sull’antefatto si possono ricercare in giro per le mappe di gioco, disseminati sotto forma di spot pubblicitari delle CREO Industries, nelle descrizioni ed, ovviamente, nei dialoghi con i personaggi secondari che sarà possibile incontrare lungo l’avventura. Non manca nemmeno qualche rara e ben più classica cutscene. Nonostante un lavoro che non manca di spunti interessanti, la narrativa di The Surge risulta semplice e lineare ma raramente offre degli spunti di grande interesse. Nonostante qualche buona premessa, essa è per lo più banale. In questo senso non aiutano minimamente i personaggi secondari che sarà possibile incontrare nel corso dell’avventura. Essi sono quasi tutti estremamente anonimi e dimenticabili, così come la qualità dei dialoghi che dovrebbero, senza successo, ampliare il contesto narrativo e fornire ulteriori informazioni al giocatore sugli eventi in corso. Parlare con un personaggio incontrato esplorando un’area non aggiunge praticamente nulla all’esperienza a parte qualche missione secondaria che ancora più raramente aggiunge qualcosa di imperdibile. Cercare degli oggetti in giro per delle mappe che si è portati ad esplorare comunque dalla struttura del gioco risulta un’aggiunta davvero di poco conto.
Narrativamente The Surge non sorprende e difficilmente lascerà qualcosa ai giocatori.

L’ambientazione Sci-fi di The Surge è sicuramente uno degli aspetti più interessanti della produzione.

Meccanicamente

D’altra parte si potrebbe affermare che, in un titolo del genere, la trama e i personaggi siano di secondaria importanza e che l’attenzione dovrebbe essere concentrata sul gameplay. In questo senso gli sviluppatori non hanno voluto correre alcun rischio: le meccaniche di The Surge sono le collaudatissime meccaniche già viste in Dark Souls. I cinque livelli che costituiscono le CREO Industries sono delle mappe piuttosto vaste che presentano un buon numero di interconnessioni e percorsi alternativi che conducono alla sfida con un boss. Per semplificare il raggiungimento dello stesso sarà possibile aprire delle scorciatoie che permettono di evitare alcuni fastidiosi nemici, il cui respawn avviene ad ogni salvataggio presso uno dei terminali utili allo scopo o ad ogni morte del giocatore che comporta anche la perdita dei punti esperienza accumulati e non utilizzati per aumentare il livello del personaggio fino a quel momento. Menzione d’onore va ai nemici che è possibile incontrare per le mappe che compongono la struttura della CREO Industries. Sebbene la varietà di avversari sia piuttosto ridotta e l’IA sia piuttosto circoscritta, tutti gli ostili risultano estremamente aggressivi. Ogni scontro, sin dai primi istanti di gioco, è carico di tensione. Anche quelli che sembrano gli avversari meno pericolosi possono rappresentare un ostacolo non indifferente se affrontati senza il giusto piglio. A ciò contribuisce enormemente il posizionamento nelle aree di gioco. Non mancheranno imboscate dietro angoli ciechi e attacchi alle spalle. Il combat system, mutuato quasi totalmente da Lords of the Fallen, è basato su un attacco leggero, uno pesante, schivata e parata. Deck13 ha però aggiunto una meccanica totalmente nuova: sarà possibile, sfruttando il sistema di targeting, selezionare la parte del corpo del nemico che si desidera colpire. Quasi tutti i nemici presentano uno o più punti deboli. Si tratta di zone in cui non è presente la protezione data dalla mancanza di parte dell’esoscheletro e, proprio in tali zone, sarà più semplice sferrare un colpo di grazia che, quando messo a segno, permetterà il rilascio di oggetti e progetti utili per il crafting di pezzi di esoscheletri ed armi. Grinding e crafting risultano quindi essere due aspetti fondamentali del titolo. Gli esoscheletri sono diversi fra loro e apportano una discreta varietà al gameplay: si passa da macchine leggere, che permettono di muoversi con grande agilità, ad armature pesantissime che proteggono molto bene dai colpi avversari ma rallentano in maniera evidente il giocatore. Trovare tutti i pezzi necessari per ottenere l’esoscheletro preferito è uno dei fattori che invoglia l’esplorazione. È un peccato che il numero degli stessi e delle armi che è possibile recuperare nel corso dell’avventura sia piuttosto limitato. Di contro, il grinding diventa spesso un obbligo. Nonostante le buone aggiunte ad una formula assolutamente rodata in The Surge manca il fine bilanciamento tipico dei titoli From Software. Se, come spesso avviene in questo genere di giochi, pur senza far crescere troppo le statiche del personaggio, le cose si semplificano esponenzialmente con l’apertura di varie scorciatoie, i boss, soprattutto durante i primi incontri, risultano semplicemente troppo forti per il giocatore. Per portare a termine la non lunghissima campagna si è quindi costretti a ripetere più e più volte le stesse zone per ottenere punti esperienza ed oggetti utili a potenziare il personaggio e rendere più abbordabile lo scontro con i nemici più pericolosi.

Gli esoscheletri sostituiscono i set di armature tipiche dei Souls.

Questione di stile

Il fattore grinding avrebbe potuto essere mitigato parecchio offrendo al giocatore una maggiore varietà delle zone da esplorare, un arsenale di armi ed esoscheletri più esteso e qualche mini-boss in più. L’ambientazione risulta, invece, simile a se stessa per quasi tutto il tempo. Lo stile è piacevole ma non stupisce e non presenta particolari guizzi nonostante delle buone scelte soprattutto per quanto riguarda le scale cromatiche utilizzate. Nel complesso l’avventura che il giocatore vivrà in The Surge risulta coerente ma si evince l’intenzione di non rischiare nulla. Per questa ragione a The Surge manca un qualcosa in più che avrebbe permesso al titolo di fare un salto di qualità.
Senza infamia e senza lode il comparto sonoro che si limita ad accompagnare le vicende senza mai diventare protagonista. Altalenante, invece, il doppiaggio, con voci ed interpretazioni non sempre adatte ai personaggi.
Il comparto tecnico di The Surge è, invece, un aspetto davvero ben riuscito. La resa grafica è ottima, sia per quanto riguarda le cutscenes sia nelle sezioni realizzate con il motore di gioco. Ciò sorprende ancor di più se si pensa che non si tratta di un titolo realizzato con un budget enorme. Gli sviluppatori hanno prestato molta attenzione alla fase di debugging: nelle non vastissime aree che compongono il mondo di gioco, a parte qualche rara compenetrazione poligonale, non sono presenti bug ed errori.
Durante la nostra run dobbiamo però registrare un crash del gioco che avrebbe potuto compromettere lo scontro con il primo boss. Fortunatamente esso si è verificato a scontro completato e il sistema di salvataggio automatico ha fatto il suo dovere, facendo ripartire l’avventura dal momento successivo alla sconfitta del boss.

Anche in The Surge non mancheranno le sfide contro boss enormi e pericolosi.

Commento finale

The Surge è un prodotto buono che, però, non riesce ad eccellere in nulla. Accanto ad un comparto tecnico di buon livello si ha uno stile abbastanza anonimo. A fronte di meccaniche rodate e funzionali si riscontra un bilanciamento tutt’altro che perfetto. Di Souls-like che hanno provato, anche con successo, a cambiare qualcosa della struttura originale oggi è saturo il mercato. Ed è per questa ragione che The Surge non riesce a stupire e ad imporsi come un titolo innovativo. Non siamo di fronte ad un brutto gioco, probabilmente The Surge è semplicemente arrivato fuori tempo massimo.
Gli orfani di Dark Souls hanno l’occasione di mettere le mani su un titolo che saprà saziare, almeno per un po’, il loro desiderio di sfida. Per tutti gli altri, The Surge è un titolo che può divertire sufficientemente se si apprezza il genere o le produzioni Sci-fi, a patto di essere consci dei limiti che il gioco presenta.

The Surge

The Surge
7.5

Pro

  • Buon comparto tecnico
  • Ambientazione e premessa narrativa interessanti
  • Meccaniche di gioco rodate....
  • Difficoltà degli scontri elevata

Contro

  • Bilanciamento non sempre perfetto
  • Scarsa varietà di ambientazioni, nemici, armi ed esoscheletri
  • ... con aggiunte del tutto marginali

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Luca Muratore

Luca Muratore

E' la prova vivente che se il primo gioco a cui si ha la possibilità di giocare è quello di un certo idraulico baffuto difficilmente ci si stacca dai videogames. Anche se, ad oggi, le sue serie preferite sono Metal Gear Solid e Devil May Cry gioca praticamente a qualunque cosa, soprattutto se proveniente dal Sol Levante.